Mi piace il mio lavoro: ecco perché ci metto tanta passione

Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua.” cit. Confucio.

Le nostre giornate sono scandite dalle ore che trascorriamo al lavoro. Il lavoro dovrebbe rappresentare per tutti noi una realizzazione personale, ma purtroppo per molte persone non è così. Dovremmo riuscire attraverso il lavoro ad esprimere noi stessi mettendoci in relazione con le altre persone. Basti pensare un danzatore che attraverso il movimento racconta una storia, trasmettendo emozioni e sensazioni a chi lo sta guardando. Se ci pensiamo bene è una cosa fantastica! La stessa cosa dovremmo essere fatta con qualsiasi genere di lavoro.

Nel mio caso, dopo tanti anni trascorsi come dipendente, ad un certo punto ho deciso di lasciare il mio lavoro, perché desideravo una vita diversa. Per motivi personali mi sono resa conto che quello che facevo mi andava stretto, volevo realizzare una cosa mia, lavorando da casa e senza dover sprecare tanto tempo per recarmi al lavoro. Il tragitto casa/lavoro mediamente era di tre ore al giorno, quindici ore a settimana, sessanta ore al mese e così via. Se ci pensate è una follia!

Desideravo più tempo per me stessa, per i miei cari. Adesso ho più facilità a pianificare il mio tempo; in questa maniera posso incontrare un amica o semplicemente dedicarmi alle mie passioni, ai miei hobby, cosa che prima era impensabile!

Il mio lavoro è diventato presto la mia passione, forse perché ho capito il valore di quello che faccio.

Ho sempre avuto fin da piccola una predisposizione per l’organizzazione e la risoluzione dei problemi, che si è accentuata e sviluppata nella mia prima esperienza lavorativa come assistente turistica. Non avevo abbastanza tempo per soffermarmi sulle problematiche inerenti alla mia attività, e non sempre potevo chiedere supporto alla Direzione. Dovevo agire e risolvere le situazioni in tempi brevi, rispondendo alle varie richieste che di volta in volta si presentavano. Da questa esperienza ho portato a casa tre competenze a me sconosciute fino a quel momento:

  • Consapevolezza di chi sono.
  • Facilità di relazionarmi con altri.
  • Determinazione e “voglia di fare”.

Aiutare gli altri e prendermene cura è una cosa che mi ha tramandato mia madre, che era un insegnate. Sono soddisfatta quando riesco a risolvere problemi per i miei clienti, ho l’impressione di imparare sempre qualcosa di nuovo.

Adesso, che svolgo la professione di Assistente Virtuale principalmente da remoto, devo essere in grado in breve tempo di stabile un rapporto di empatia, fiducia e di collaborazione con i clienti. Per niente facile, ma grazie al mio carattere riesco ad entrare in sintonia facilmente con le persone.

Ho conosciuto molte persone che durante il loro percorso lavorativo hanno perso la motivazione in quello che stavano facendo. Ritengo che si perda la motivazione perché:

  • Spesso si lavora in un gruppo dove non vige rispetto e senso di appartenenza;
  • Non si ha la possibilità di poter partecipare a corsi di aggiornamento;
  • Non si riesce a dimostrare le proprie capacità, assumere responsabilità e rischi.

Quando ho delle giornate storte cerco di ricordare i tempi dei miei inizi, di quanta energia ed entusiasmo avevo messo per apprendere il lavoro di Assistente Direzionale. Ho avuto la possibilità di potermi spesso confrontare con diverse colleghe che mi hanno sostenuto e arricchito con i loro preziosi consigli.

Sono convinta che si possa amare il proprio lavoro. Il segreto? Essere in grado di interpretare le nostre passioni, studiando e perseverando per raggiungere i risultati che desideriamo.

Vi siete mai chiesti se amate davvero quello che fate? Mi piacerebbe avere un vostro commento!

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